Met Gala, come la moda aiuta il marketing

Mag 7, 2024 | Blog, Marketing Tips

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Come ogni primo lunedì di maggio, ieri si è tenuto il Met Gala, una grandiosa cena benefica che negli anni è diventato il più importante evento mondano del fashion. La cena di gala nasce come raccolta fondi a favore del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, l’unico dipartimento del museo che si deve autofinanziare e che conserva una collezione di abiti che vanno dal Quattrocento ad oggi.

Nel corso degli anni il Met Gala è riuscito ad attirare sempre di più l’attenzione dei media nazionali ed internazionali, tanto da essere ribattezzato “il Super Bowl della moda”. E da quando ci sono i social media, la sua risonanza mediatica è cresciuta sempre di più fino a raggiungere anche quelle persone che non sono interessate per niente alla moda.

Il Met Gala così si è trasformato in un’opportunità unica per i brand che vogliono mettersi in mostra in tutto il mondo. Vediamo come.

Indice

Le origini del Met Gala

Il primo Met Gala fu organizzato da Eleanor Lambert e Dorothy Shaver, si tenne il 7 dicembre 1948 presso la Sala Rainbow del Rockfeller Hotel di New York e fu molto diverso rispetto alle edizioni odierne. Alla prima cena, infatti, parteciparono solo 50 invitati, tutti vestiti rigorosamente di bianco. Il prezzo del biglietto? 50 dollari.

La cena non attirò particolare attenzione: venne riportata solo dalla rivista specialistica WWD e fino al 1971 rimase un evento di nicchia a cui partecipavano solo gli addetti ai lavori del settore della moda e quella fetta della società americana più abbiente.

Tutto cambiò quando Diana Vreeland prima, e Anna Wintour poi, presero in mano le redini dell’organizzazione del Met Gala.

Da Vreeland a Wintour

Diana Vreeland fu in poche parole una figura rivoluzionaria nel mondo della moda del Novecento. Dopo aver lavorato per oltre 25 anni a Harper’s Bazaar e dopo essere stata direttrice di Vogue America, Vreeland diventò consulente speciale del Costume Institute nel 1971 e da lì si occupò di organizzare il Met Gala.

Vreeland decise di spostare definitivamente la serata di Gala all’interno del museo, di assegnare un tema ad ogni edizione, di invitare le celebrità più in voga del momento e a convincerli di vestirsi a tema. Tutt’oggi l’ordine in cui la serata si svolge è quello stabilito da lei. Negli anni, Vreeland invitò celebrità come Andy Warhol, David Bowie, Jacqueline Kennedy-Onassis, Elizabeth Taylor, Cher ed Elton John, oltre che a stilisti.

Il successo del modello Vreeland è stato portato avanti da Anna Wintour, direttrice di Vogue America ed organizzatrice del Met Gala dal 1999. Nel corso degli anni, Wintour ha portato all’apice il Met Gala, trasformandolo in un fenomeno culturale mondiale sulla bocca di tutti.

Wintour, infatti, ha il potere decisionale su ogni aspetto del gala. È lei a decidere non solo il tema annuale, ma anche chi può partecipare al suo esclusivo evento, dove ogni ospite siederà e di cosa si potrà parlare o meno. Ah, e per l’edizione di quest’anno un biglietto singolo è costato 75mila dollari, mentre per aggiudicarsi un tavolo il prezzo base era di 350mila dollari.

Perché il Met Gala funziona

Dal punto di vista del marketing, per i brand di moda il Met Gala è l’occasione perfetta per far aumentare la brand awareness. Durante la serata, infatti, gli occhi di tutto il mondo sono puntati sul red carpet del museo, e guardando semplicemente alcuni dati è evidente che non esiste un’occasione migliore per gli stilisti e le case di mode di mettersi in mostra.

I dati di Vogue

Da quattro anni il red carpet del Met Gala viene trasmesso in live streaming sui canali di Vogue con enorme successo. Nei due giorni successivi all’evento del 2022, i canali social di Vogue hanno registrato 12,3 miliardi di impression grazie all’hashtag #metgala (+30% rispetto al 2021), e 114 milioni di interazioni (+713% rispetto al 2021).

Il potere dei social quindi per Vogue è sempre più chiaro. Così nel 2023 il team della rivista ha deciso di pubblicare su Instagram e TikTok “gli elementi più crudi e grintosi catturati” sul red carpet, inviando i materiali ai team globali in tempo reale, con enorme successo. Il live stream del 2023 di Vogue ha generato 53 milioni di visualizzazioni in 10 mercati e piattaforme social.

Su Instagram e TikTok il team di Vogue ha pubblicato clip di momenti che sarebbero poi diventati virali nel giro di pochi minuti, come ad esempio l’intervista a Doja Cat del 2023.

Le strategie dei brand fashion…

Di fronte alle decine di milioni di visualizzazioni, impression e interazioni, il Met Gala è il momento perfetto per far parlar di sé ed aumentare la brand awareness. I brand fanno a gara per assicurarsi un posto all’evento e per vestire le celebrità più in voga del momento, così da poter suscitare abbastanza curiosità da spingere gli spettatori a ricercare il marchio.

Ultimamente, alcuni brand stanno cercando di andare oltre l’attenzione creata dell’evento in sé e di trasformarla in potenziali acquisti. È vero, i consumatori non possono comprare i vestiti sfilati sul red carpet, ma possono acquistare un prodotto che ha anche solo vagamente a che fare con il Met Gala.

“Quando si parla di Met Gala, sappiamo che non si tratta solo dell’evento in sé, ma del marketing, dell’amplificazione sociale, della celebrità e dell’attenzione concentrata su questo unico tappeto rosso. I brand ricevono attenzione per i loro look, ma non possono essere acquistati, quindi è logico che molti stiano cercando di capitalizzare l’attenzione che viene data a questo evento”, ha affermato Erin Allweiss, co-fondatrice dell’agenzia di PR No. 29.

E infatti Stella McCartney ha promosso una linea chiamata Met Gala 2024 per chi “festeggia il Met Monday o deve partecipare a un matrimonio”, Luar ha invitato i potenziali acquirenti a “procurarsi la borsa per l’afterparty del Met”, e l’e-commerce The Luxury Closet ha pubblicato diversi “look ispirati al Met Gala”.

… e beauty

Non solo brand di fashion, ma anche il mondo del beauty sta cavalcando l’onda.

Laura Mercier ha creato una newsletter dal titolo “Gala Inspirée” in cui presenta i suoi makeup “degno di una serata di gala”, mentre il servizio di makeup, hair e unghie Glamsquad, con sede a New York, ha inserito il Met Gala nella sua May Gala Guide, offrendo l’opportunità di prenotare servizi basati ed ispirati al gala.

“Riceviamo un’impennata di prenotazioni per le persone che partecipano agli after party. Le persone a New York sono entusiaste del Met Gala, quindi il nostro messaggio di marketing sfrutta l’energia di questo evento culturale con l’obiettivo di aumentare la rilevanza del brand e le prenotazioni”, ha spiegato il CMO Simona Gaudio.

Insomma, il Met Gala è una vera miniera d’oro a cui i brand non possono non partecipare in un modo o nell’altro.  

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