GDPR, in arrivo revisione alle norme per rendere l’UE più competitiva nell’AI

Nov 10, 2025 | Blog, Digital Marketing News

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Sono passati 7 anni da quando la General Data Protection Regulation (GDPR), cioè quella serie di norme sulla privacy dei dati online, è entrata in vigore in Europa. E secondo il magazine Politico, la Commissione Europea sarebbe in procinto di presentare a breve una proposta volta a modificare la GDPR per rendere le aziende europee più competitive rispetto ai rivali negli Stati Uniti, in Cina e altrove, soprattutto per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale.

Semplificazione e le eccezioni per l’AI

Tra le proposte di modifica ci sarebbero la creazione di nuove eccezioni per le aziende di AI. A loro sarebbe permesso di trattare legalmente alcune categorie di dati sensibili come la religione posizioni politiche, etnia o dati sanitari, per addestrare i modelli. La Commissione starebbe pianificando di ridefinire la definizione di queste categorie speciali di dati che, essendo sensibili, godono di maggiore protezione ai sensi delle attuali norme sulla privacy.

Sarebbe in programma, inoltre, la ridefinizione di cosa costituisce un dato personale, concentrandosi in particolare su quelli pseudonimizzati (cioè quei dati in cui i dettagli personali sono resi anonimi così da non poter identificare una persona) dato che questi, affermano alcuni funzionari, potrebbero non essere sempre soggetti alla tutela della GDPR.

E ci sarebbero modifiche in arrivo anche per i banner cookie grazie ad una disposizione che darebbe ai proprietari di siti web e applicazioni maggiori basi giuridiche per giustificare il tracciamento degli utenti oltre al semplice ottenimento del loro consenso.

La fine della privacy?

La spinta verso i cambiamenti voluta da Bruxelles è probabilmente dovuta dalla sua preoccupazione per il calo del proprio potere economico dovuto anche al calo di competitività delle imprese europee, come notato da Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività europea in cui ha indicato la GDPR come un freno all’innovazione europea nel campo dell’AI.

Ma non tutti i Paesi europei sono d’accordo su questa nuova direzione. L’Estonia, la Francia, l’Austria e la Slovenia sono fortemente contro qualsiasi revisione, mentre la Germania, che solitamente è molto attenta alla privacy, sembrerebbe favorevole ai cambiamenti per favorire l’AI.

È la fine della protezione dei dati e della privacy così come le abbiamo sancite nel trattato UE e nella Carta dei diritti fondamentali?”, si chiede il politico tedesco Jan Philipp Albrecht, ex membro del Parlamento EU e uno dei principali artefici del GDPR. “La Commissione dovrebbe essere pienamente consapevole che ciò sta minando drasticamente gli standard europei”.

Di tutt’altro avviso è la deputata finlandese Aura Salla, che in precedenza ha guidato l’ufficio di lobbying di Meta a Bruxelles, affermando che accoglierebbe favorevolmente la proposta “se realizzata correttamente” perché potrebbe garantire certezza giuridica alle aziende che operano nel settore dell’IA. Salla ha anche sottolineato che la Commissione dovrà “assicurarsi che siano i ricercatori e le aziende europei, e non solo i giganti di Paesi terzi, a trarre vantaggio competitivo dalle nostre norme”.

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