Le persone online si comportano in modo diverso tra loro in base all’età: questa è un’affermazione che fino a poco tempo fa sembrava scontata e veritiera. Ma in realtà non è proprio così, e a dimostrarlo è la ricerca Generazioni Inside 2025. La trasformazione identitaria digitale condotta da TourTools, evidenziando come oltre 6 persone su 10 manifestano comportamenti che non corrispondono alla propria generazione di nascita.
Emergono invece alcuni archetipi trasversali alle generazioni, accomunati non dall’età ma dai comportamenti, come gli Acceleratori Digitali o i Nativi Digitali Evoluti.
Niente più generazioni “rigide”
Il dato più saliente della ricerca è che il 61,2% del campione presenta una discordanza tra la generazione reale e i suoi comportamenti, prova di una società “comportamentalmente fluida” in cui il profilo digitale (e non l’età) è in grado di prevedere abitudini di consumo, media usage e risposta alle campagne più forte dell’età cronologica.
La generazione più fluida è la X (cioè i nati tra il 1965 e il 1980): il 40,2% mostra un indice di fluidità pari all’84,2%. In generale, i dati dimostrano che l’età predice solamente il 38,8% dei comportamenti digitali, mentre a pesare di più sono fattori come abitudini cognitive, rapporto con la tecnologia, gestione del tempo e livello di integrazione dell’AI.
Il report poi mostra come tutte le generazioni si comportino in modo sempre più simile a quella dei Millennial (nati tra il 1981 e il 1996). La percezione di questa generazione, infatti, è caratterizzata da un’adozione tecnologica preponderante, buon consumo dei contenuti, alta flessibilità e preferenza verso lo smart working, e una certa diffidenza verso l’influencer marketing.
Per chi sviluppa strategie di digital marketing dunque non bisogna più pensare ai target esclusivamente in base all’età, bensì agli archetipi: gruppi uniti dall’uso di piattaforme, velocità di fruizione, attitudine verso AI, lavoro flessibile e influencer, indipendentemente dalla di nascita.
Gli archetipi emergenti come nuove buyer personas
La ricerca identifica 5 nuovi archetipi:
- Acceleratori Digitali: sono manager e professionisti con un’età anagrafica tra i 45 e 60 anni, usano primariamente Instagram, ascoltano i contenuti a velocità 1,5x, sono entusiasti dello smart working e sfruttano ChatGPT per effettuare ricerche online
- Stabilizzatori Digitali: rappresentano la decelerazione consapevole: Facebook e tv tradizionale, velocità 1x, non amano il full remote e hanno più fiducia del passaparola offline rispetto le recensioni online
- Nativi Digitali Evoluti: sono tendenzialmente i giovani della Gen Z che abbandonano gli stereotipi della loro generazione per adottare pattern più strutturati. Non solo TikTok ma anche Instagram usato con più consapevolezza, uso precoce di LinkedIn, contenuti long form e forte pensiero critico verso gli influencer.
- Pionieri dell’AI: l’età è trasversale ma sono accomunati dall’uso delle Intelligenze Artificiali strutturale in tutti i processi decisionali, dalle ricerche agli acquisti alla sperimentazione quotidiana di modelli generativi.
- Puristi generazionali: è quell’archetipo in cui le persone mantengono coerenza tra età anagrafica e comportamenti digitali per allineamento valoriale con le caratteristiche della propria generazione. Sono quel segmento il cui comportamento è fortemente prevedibile e per cui i modelli di marketing tradizionali basati sull’età funzionano ancora efficacemente.
Nuovi segnali da monitorare
Tra i segnali trasversali il report segnala la convergenza Instagram-Facebook: nel campione totale l’uso di questi social è quasi alla pari (42% il primo, 40,6% il secondo). TikTok rimane ancora un social per giovani (20% della Gen Z vs 6% dei Millennial), mentre X rimane marginale se non per la Generazione X, nicchia maggiormente interessata all’informarsi.
Altro dato interessante riguarda la velocità con cui gli utenti fruiscono i contenuti. Nella ricerca emerge che il 47% del campione totale velocizza video/audio a 1,5x, smentendo il mito della velocizzazione esclusiva delle generazioni più giovani.
Infine, pare che la fiducia nei confronti degli influencer sia in calo, con il 57,9% del campione che dichiara di non fidarsi, con una differenza crescente con l’età (dal 32,6% della Gen Z al 73,4% dei Boomer).


