La giornata della fotografia e l’importanza dei ricordi

Ago 22, 2022 | Tecnologia

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Monica Altomare

Web editor

Si è celebrata venerdì 19 agosto la giornata mondiale della fotografia. “Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.” Disse Henri-Cartier Bresson il più celebre fotografo di tutti i tempi.

Fotografare per noi adesso è un gesto così naturale che non pensiamo più ai progressi e alla storia che hanno reso tutto ciò possibile. La fotografia nasce il 9 luglio 1839 quando al procedimento fotografico di Louis Jacque Mandè Daguerre (1787- 1851), scenografo e creatore di diorami, viene concesso il brevetto dall’Accademia delle Scienze di Parigi. Il prototipo è un Dagherrotipo: una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio d’argento, messa in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa decisamente lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, mostrava un’immagine speculare dell’oggetto ripreso. Il dagherrotipo era unico e non si poteva ricopiare. Ulteriori esperimenti a cura di William Henry Fox Talbot e Sir John F.W. Herschel resero possibile l’invenzione dei negativi. Esperimenti, prove e la voglia di rendere indelebile un instante hanno poi portato alle immagini istantanee a fine ‘800.

Kodak mette in vendita le prime macchine fotografiche in cui bastava solo pigiare un bottone per avere un’immagine chiara e precisa: «You press the button, we do the rest». L’azienda, oltre a vendere la macchina fotografica, forniva anche il servizio di sviluppo delle fotografie che sarebbero poi state spedite al cliente.

I fotografi che hanno fatto la storia

Nadar, pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon (1820-1910) andò alla ricerca di un stile estetico, lavorando sulla psicologica dei soggetti, sulle pose, sulle inquadrature e sull’illuminazione inedite. Henri Cartier-Bresson (1908-2004) fu uno dei fotografi francesi più importanti del XX secolo, soprannominato l’ “occhio del secolo”. Ritenuto come uno dei protagonisti della cosiddetta Fotografia umanista, Bresson si ispirò al lavoro surrealista di Eugène Atget (1857-1927). La seconda metà del XX secolo fu un periodo florido e le esperienze fotografiche sono innumerevoli e eterogenee, come i coniugi Bernd (1931-2007) e Hilla (1934-2015) Becher, Luigi Ghirri (1943-1992), Nan Goldin (1953), Cindy Shermann (1954), Thomas Struth (1954), Andreas Gursky (1955) e Sam Taylor-Wood (1967).

La giornata della fotografia

Per contribuire ad omaggiare questa grande invenzione durante la giornata della fotografia i social si sono riempiti con l’hashtag #WorldPhotographyDay. Immaginate quanta strada ha fatto la fotografia in 200 anni per permetterci ad arrivare a scattare bellissime foto con uno smartphone, e chissà ancora il progresso dove ci porterà.

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