Comic Sans: storia di uno dei font più usati (e odiati) della storia

Mag 6, 2026 | Blog, Design Tips

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Il Comic Sans è uno dei font maggiormente in grado di suscitare discussioni accesissime tra chi si occupa di design: c’è chi lo difende strenuamente e chi, al contrario, lo detesta con ferocia. Nato nel 1994, il Comic Sans, con le sue aste irregolari, l’aria giocosa e infantile, negli anni si è conquistato un posto nella storia della tipografia per la sua straordinaria capacità di scatenare reazioni viscerali.

Oggi ripercorriamo la storia del Comic Sans, dalle sue origini alle sue caratteristiche così distintive, perché è diventato il simbolo di tutto ciò che è “sbagliato” nel design, e perché questa condanna, almeno in parte, non è vera.

Indice

La nascita del Comic Sans

Correva l’anno 1994 quando Vincent Connare, designer di Microsoft, si trovò di fronte a un dilemma. Il cane parlante di Microsoft Bob, cioè la mascotte di un software che aiutava gli utenti giovani e principanti, comunicava i suoi messaggi in Times New Roman, un font tanto classico quanto serio e formale, in netto contrasto con il tono giocoso e accessibile del programma stesso.

Ispirandosi ai caratteri di fumetti (in inglese comic) come The Dark Knight Returns e Watchmen, Connare disegnò a mano un nuovo carattere e lo chiamò Comic Sans. Il carattere fu incluso nel pacchetto Windows 95 come font di sistema per Microsoft 3D Movie Maker. Da lì, il Comic Sans iniziò a comparire ovunque: dai volantini delle pizzerie alle insegne di negozi fino a comunicati stampa aziendali, sfruttato anche in contesti in cui non c’entrava proprio nulla.

Le caratteristiche del Comic Sans

A differenza di altri caratteri, il Comic Sans si contraddistingue per le sue variazioni di spessore irregolari, forme asimmetriche e un’inclinazione abbastanza casuale che simula il tratto di una mano umana. È per via di queste caratteristiche che in molti non lo sopportano: manca la geometria, la coerenza tipica di altri font.

Un altro elemento caratteristico è la spaziatura, molto più ampia tra le lettere rispetto ad altri font, le aperture sono grandi e inequivocabili, ed ogni singola lettera è molto differenziata dall’altra, rendendo ogni carattere facilmente identificabile in modo isolato.

Perché il Comic Sans è il font più odiato (ingiustamente)

Il motivo principale per cui il Comic Sans è il font più odiato è che è stato usato spesso e tantissimo nel contesto sbagliato. Se si usa un carattere creato originariamente per i fumetti giocosi di un cane parlante su monumenti commemorativi, referti medici, documenti di intelligence, slide di scoperte scientifiche rivoluzionarie, ciò provoca una profonda sensazione di dissonanza, quasi di fastidio. Il problema, quindi, non è il font in sé, ma è l’uso spropositato nei contesti completamente sbagliati.

Ma c’è un altro lato spesso sottovalutato in questa storia, soprattutto dai detrattori: il Comic Sans è uno dei font più raccomandati per le persone con dislessia. Le sue forme irregolari, poco uniformi e asimmetriche aiutano i lettori a distinguere con più facilità lettere simili come b/d o p/q, riducendo gli errori di lettura e rendendola più fluida.

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