Google I/O 2026, la Search non sarà più solo un motore di ricerca

Lug 6, 2026 | Blog, Digital Marketing News

Scritto da:

Redazione

Dopo venticinque anni, il modo in cui effettuiamo ricerche online su Google è cambiato completamente. A spiegarlo durante il Google I/O sono stati Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, e la vicepresidente di Search Elizabeth Reid: la casella di ricerca ora si apre ad un modello conversazionale, multimodale e sempre più autonoma, pronta ad accogliere testo, immagini, video, file e persino schede dal browser Chrome in unico punto di accesso.

La nuova casella di ricerca e Gemini 3.5 Flash

Ciò che rende possibile questo cambiamento è Gemini 3.5 Flash, il nuovo modello che alimenta AI Mode, e che permette di creare agenti di ricerca in grado di monitorare il web in background e di agire per conto dell’utente. Gemini 3.5 Flash è ora il modello predefinito per tutti gli utenti, sostituendo il modello precedente e garantendo, stando a quanto dichiarato da Google, prestazioni migliori a velocità superiori rispetto ai modelli concorrenti.

A cambiare è anche l’interfaccia di ricerca: il nuovo box ora è multimodale, accetta simultaneamente testo, immagini, video, schede aperte in Chrome, e si espande in base alla complessità della domanda posta. Il sistema è stato pensato per anticipare l’intento di chi effettua le ricerche, offrendo suggerimenti, anche complessi e ricchi di sfumature, generati da AI.

Ora, inoltre, AI Overview e AI Mode sono unificate in un’unica esperienza fluida, con la possibilità di porre domande di approfondimento direttamente all’interno di una risposta generata, senza dover avviare una nuova ricerca. Il risultato è un percorso conversazionale in cui l’utente si ferma molto più a lungo all’interno dell’ecosistema Google, riducendo la necessità di uscire verso siti esterni per ottenere le informazioni desiderate.

L’arrivo degli agenti persistenti e interfacce dinamiche

Una novità interessante è l’arrivo degli Agenti AI di ricerca persistente, cioè agenti autonomi basati sull’Intelligenza Artificiale che restano attivi in background, monitorano il web in modo continuativo e avvisano l’utente solo quando emerge qualcosa di rilevante in base alle istruzioni ricevute. Potranno, per esempio, monitorare il prezzo di un prodotto a cui si è interessati o trovare un appartamento in base a criteri specifici ripetendo autonomamente la ricerca ogni volta e restituendo un aggiornamento nel momento in cui le condizioni indicate dall’utente sono soddisfatte.

Altro cambiamento importante è l’introduzione di interfacce dinamiche all’interno della ricerca grazie a Google Antigravity e Gemini 3.5 Flash. Invece di restituire il classico elenco di link a cui siamo abituati, il sistema può costruire in tempo reale interfacce interattive con tabelle, grafici o simulazioni costruite appositamente sulla domanda posta.

Infine, Google ha ampliato in modo significativo le capacità di Personal Intelligence, la funzione che integra dati personali da Gmail, Google Foto e presto anche da Google Calendar, all’interno delle risposte generate dall’AI per creare risultati ancora più personalizzati. L’estensione riguarda quasi duecento Paesi e territori in novantotto lingue e, stando a Google, l’utente può decidere se e quando collegare le app.

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