Search everywhere: perché cercare ormai non avviene più solo su Google

Giu 12, 2026 | Blog, Marketing Tips

Scritto da:

Redazione

Per vent’anni, “fare una ricerca” significava una cosa unica e precisa: aprire Google, digitare una query sulla barra di ricerca e scegliere tra i risultati. A prescindere dall’intenzione (comprare, imparare, informarsi, trovare confrontare), il punto di partenza obbligato era sfruttare Google.

Oggi ormai non è più così: la ricerca si è frammentata e abbraccia diverse piattaforme, ognuna progettata per rispondere a bisogni specifici che Google da solo non soddisfa più perché dipende da un cambiamento profondo nel modo in cui le persone si comportano.

Indice

La ricerca visiva: TikTok e YouTube

Le descrizioni testuali oggi non bastano più: le persone vogliono vedere, e in questo senso TikTok e YouTube sono diventati i motori di ricerca visivi per eccellenza. Quando qualcuno vuole capire come funziona un prodotto, come eseguire una tecnica o l’atmosfera di un ristorante, non gli basta più leggere un testo, specialmente con l’arrivo dell’AI: vuole vedere realmente e visivamente il risultato.

Perciò per esempio se un utente cerca “miglior zaino da trekking” su TikTok o su Youtube non è tanto interessato alle schede tecniche, ma vuole vedere video in cui sono mostrate le cerniere, come sta davvero indossato da una persona reale, le proporzioni, le tasche ecc. Insomma, è una ricerca di prove, non di descrizioni.

Ciò comporta che anche i video devono essere ottimizzati per la SEO come si fa per gli articoli. TikTok e YouTube, infatti, trascrivono l’audio, leggono i testi e sottotitoli contenuti nel video e analizzano i primi secondi di ogni video per classificarli tematicamente. Le keyword, quindi, devono essere dette e scritte, e il “titolo H1 del contenuto è il momento visivo iniziale che cattura l’attenzione dell’algoritmo, ancor prima di quella dello spettatore.

La ricerca transazionale: Amazon

Amazon è il cuore della ricerca transazionale. I dati degli ultimi anni dimostrano che la maggior parte delle ricerche di prodotto avviene direttamente sui marketplace, e non sul web. Gli utenti intenzionati ad acquistare un paio di auricolari non accedono su Google, ma vanno subito a ricercarli su Amazon, confronta le opzioni e le acquista subito da lì. Tutto avviene nella stessa sessione, senza uscire dall’ecosistema.

Qui la SEO segue una logica diversa rispetto quella di Google: l’obiettivo dell’algoritmo di Amazon non è trovare la risposta più autorevole, ma di trovare il prodotto che ha maggiori probabilità di conversione immediata. Di conseguenza la metrica principale è la velocità di vendita: più si vende, più si scala la classifica dei risultati. Per questo ottimizzare una scheda prodotto su Amazon significa lavorare sulle keyword, sulla struttura degli attributi, sulla galleria delle immagini e sul click-through rate.

La ricerca di fiducia: Reddit e le community

Sempre più persone usano il web per cercare informazioni e opinioni vere, scritte da umani e non da bot o da Intelligenze Artificiali. Questa tendenza è visibile dalla crescita delle query su Google che presentano la parola “Reddit”: gli utenti sono alla ricerca di recensioni, di esperienze e di racconti di persone che hanno davvero usato un prodotto o servizio.

Reddit è diventato uno dei motori di ricerca principali per questo tipo di intenzione perché è percepito come impermeabile alla pubblicità, soprattutto quella nascosta. In questo caso per chi si occupa di SEO la strategia verte sulla partecipazione costruttiva e sul monitoraggio attivo di thread e conversazioni rilevanti. Nel tempo, le conversazioni si posizioneranno su Google, creando un loop virtuoso tra community engagement e visibilità organica.

La ricerca generativa con l’AI: GEO

La GEO (Generative Engine Optimization) è una branca recente della SEO e consiste nell’ottimizzare i contenuti per far sì che compaiano e che siano citati dalle AI come ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude. Le AI hanno mutato radicalmente la search: le persone chiedono direttamente all’AI di aiutarle in una scelta o in un ragionamento. Invece di leggere più articoli e sintetizzare da solo le informazioni raccolte, l’utente si rivolge subito all’AI con una domanda: “Quali sono i migliori CRM per una piccola agenzia immobiliare?”, e l’AI restituisce una risposta concreta con una selezione ragionata, giustificata e corredata di fonti.

Nella GEO, quindi, non basta avere elevato traffico su Google perché le AI privilegiano contenuti provenienti da fonti percepite come autorevoli, ricchi di dati concreti, statistiche verificabili ed argomentazioni chiare e citabili.

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