Pochi nomi segnano ere nella storia, uno di questi è quello di John McCarthy, matematico, informatico e filosofo dell’intelligenza computazionale, considerato il padre dell’AI moderna. Nel 1956 coniò l’espressione “intelligenza artificiale”, trasformando un’intuizione geniale in un campo scientifico destinato a cambiare la storia e l’umanità a livello mondiale.
Fin dagli anni Cinquanta, McCarthy ha saputo immaginare e trasformare le macchine in strumenti capaci di ragionare, apprendere e interagire con gli esseri umani.
Dal genio matematico a Stanford
John McCarthy nacque nel 1927 a Boston, in Massachusetts, in una famiglia di origini irlandesi e lituane. Fin da giovane dimostrò un’abilità straordinaria per la matematica. Nel 1948 si laureò in matematica presso il California Institute of Technology per poi ottenere un dottorato a Princeton nel 1951.
La svolta arrivò qualche anno dopo nel 1956 durante la Conferenza di Dartmouth (organizzata da McCarthy stesso insieme a Marvin Minsky, Nathaniel Rochester e Claude Shannon, altri tre scienziati fondamentali nel campo dell’AI). Fu qui che McCarthy propose e impose il termine “intelligenza artificiale” per descrivere una nuova disciplina autonoma. La conferenza è riconosciuta come l’evento fondativo di questa scienza.
Successivamente, McCarthy insegnò al MIT e successivamente a Stanford, università in cui rimase per il resto della sua carriera e in cui fondò il Standford Artificial Intelligence Laboratory (SAIL). Per il suo enorme contributo alla nascita dell’intelligenza artificiale vinse il Premio Turing nel 1971, l’equivalente di un Nobel per l’informatica.
L’eredità di McCarthy nella costruzione dell’AI
Il contributo principale di McCarthy è la creazione del linguaggio di programmazione LISP (acronimo di LISt Processing) nel 1958. Il LISP fu un linguaggio rivoluzionario perché introdusse la ricorsività, la gestione automatica della memoria tramite garbage collection e la capacità di trattare il codice come dato manipolabile, diventando il linguaggio di programmazione nella ricerca sull’Intelligenza Artificiale e ripreso in parte in Python, JavaScript e Haskell.
Un altro contributo fondamentale di McCarthy è legato allo sviluppo del time-sharing, concetto grazie al quale gli utenti potevano interagire simultaneamente con un computer, aprendo così la strada ai moderni sistemi operativi.
Per John McCarthy, l’Intelligenza Artificiale non era una semplice “macchina” per eseguire compiti, ma in grado di comprendere il mondo. Fu tra i primi ad anticipare il dibattito sull’etica, sulla coscienza delle macchine e sulle potenzialità dell’apprendimento autonomo.
Per approfondire
Impara a sfruttare l’Intelligenza Artificiale con il percorso in AI Engineer di Digital School! Il percorso permette di acquisire le competenze necessarie per comprendere, progettare, realizzare, gestire e correggere sistemi di Intelligenza Artificiale applicati a contesti reali, Machine Learning e applicazioni AI per dispositivi mobili.
Grazie agli insegnamenti, svilupperai le competenze per creare applicazioni AI end-to-end: dalla progettazione di chatbot e interfacce vocali all’integrazione di computer visioni e automazioni business-oriented, fino al deployment di soluzioni scalabili.
Al termine delle lezioni è previsto lo svolgimento di uno stage formativo (in un’azienda convenzionata o attraverso un project work di gruppo) in potrai applicare fin da subito tutte le nozioni e competenze acquisite.
Cosa aspetti? Compila il form, scrivici a digitalschool@uniecampus.it, oppure chiamaci al +39 02 2556 1160! Seguici su Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sull’offerta formativa e su tutti gli eventi!


