Oggi è la Giornata mondiale delle emoji

Lug 17, 2023 | Blog, Marketing Tips

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Dal 2014 il 17 luglio si celebra la Giornata mondiale delle emoji, le faccine e immagini usate da tutti, dai Boomer alla Generazione Z, in tutti i tipi di messaggi – e non solo. Sono un modo estremamente efficace e immediato per comunicare: perché scrivere per esteso quando si può usare un emoji?

E allora, in occasione della Giornata, vediamo le origini delle emoji e come usarle correttamente in una strategia di marketing!

Le origini delle emoji

Correva l’anno 1999 quando sui primi cellulari comparirono le prime emoji create dal designer giapponese Shigetaka Kurita. Le emoji sviluppate da Kurita si basavano sulle emoticon nate tra gli anni Settanta e Ottanta, composte da punteggiatura come due punti, parentesi, trattini ecc.

Il termine emoji deriva dalla fusione delle parole giapponesi e che significa immagine (絵) e moji che significa carattere (文字). Ed è stato il Giappone a fare da apripista rendendole disponibili su un servizio telefonico, e riuscendo diversi anni dopo a convincere la Apple ad inserirle nell’iPhone, consacrandole così come un vero e proprio mezzo di comunicazione quotidiano.

Ad oggi l’emoji più usata in assoluto è la faccina che ride con le lacrime agli occhi, a seguire ci sono il cuoricino rosso, il pollice in su e le mani giunte in preghiera.

E perché proprio il 17 luglio è la Giornata mondiale a loro dedicata? La data è stata scelta perché è quella che compare nell’emoji che raffigura il calendario.

Emoji e marketing: consigli per l’uso

Dunque, come si possono integrare le emoji in una strategia di marketing? E perché farlo?

Usare le emoji nei copy aumenta la customer engagement per 3 motivi principali. Il primo sta nel fatto che le emoji rappresentano emozioni, quindi usare le emoji rende il brand più umano. E a proposito di emozioni, le emoji aiutano a veicolare meglio il messaggio in mancanza delle espressioni facciali o del linguaggio del corpo che nella comunicazione scritta necessariamente non esistono. Il terzo motivo è che le emoji sono riconosciute da tutti: non c’è bisogno di sapere la lingua in cui il copy è scritto, le emoji sono un linguaggio universale.

Grazie a tutte queste caratteristiche, le emoji si possono sfruttare su qualunque canale, che sia un social o una email o anche una campagna via sms. L’importante è seguire qualche accortezza.

Prima di sceglierle, bisogna capire quali emoji sono adatte al brand: possono corrispondere al suo tone of voice? Sono rilevanti rispetto al brand? Nel momento in cui le emoji sono state individuate, per non rischiare è bene ricercare i significati e gli usi delle emoji selezionate: basta una sola emoji sbagliata per mandare il messaggio sbagliato e mandare a monte un progetto intero.

Infine, la quantità di emoji da usare dipende dal contesto, dal brand e dal tono del messaggio. Chiaramente se il brand di cui ci occupiamo è per esempio una banca, non potremo riempire di emoji i copy. Al contrario, se è un brand con un target giovane che vuole lanciare una nuova collezione si possono usare svariate emoji rilevanti.

E voi? Come le usate le emoji? Fatecelo sapere sul nostro profilo Instagram e LinkedIn!

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