“In doers we trust”, la campagna di Fiverr per celebrare i freelancer

Apr 29, 2024 | Blog, Marketing Tips

Scritto da:

Redazione

Essere freelancer o lavorare da dipendente? È una domanda che tutti i lavoratori si fanno almeno una volta nel corso della loro vita professionale, soprattutto se si lavora nel settore digital. E in effetti, come per tutte le cose, ci sono molti pro e contro.

Gli svantaggi del lavoro autonomo sono potenzialmente tanti: dall’incertezza finanziaria all’assenza di benefit aziendali, alla competizione sempre più forte alla gestione della propria contabilità alla fatturazione, i freelancer devono sapersi destreggiare e devono essere pronti ad adattarsi a cambiamenti repentini.

Ma d’altro canto, il lavoro da freelancer offre tanta libertà, autonomia, flessibilità ed una potenzialità di guadagno che molti dipendenti sognano. Spesso poi i lavoratori autonomi hanno molta più possibilità di fruttare la loro creatività perché hanno a che fare con progetti e clienti di natura completamente differente.

Insomma, i freelancer devono essere intraprendenti o, come li ha definiti la campagna del 2017 di Fiverr, doers. Vediamo come questa campagna ha celebrato i freelancer.

In doers we trust di Fiverr

Fiverr è una piattaforma di marketplace in cui i freelancer offrono i propri servizi digital. Dalla creazione di siti in WordPress alla creazione di loghi, dal video editing a illustrazioni fatte attraverso l’Intelligenza Artificiale, Fiverr mette in contatto facilmente i freelancer con potenziali clienti.

Lanciata nel 2017, la campagna In doers we trust aveva l’obiettivo di celebrare lo spirito d’intraprendenza, l’imprenditorialità dei freelancer, e la loro capacità di passare dalle parole ai fatti.

L’obiettivo della campagna era di mettere in luce l’importanza di agire, di prendere l’iniziativa celebrando i freelancer come doers, cioè persone che agiscono e portano a termine progetti in modo efficace e professionale, dimostrando che i lavoratori autonomi non sono solo di supporto ai dipendenti, bensì professionisti di tutto rispetto.

I risultati e le critiche

Fiverr non ha mai divulgato nel dettaglio i risultati della campagna, tuttavia si può dire che ha generato un impatto ed è stata riconosciuta per aver messo in luce l’importanza del lavoro dei freelancer, oltre ad aver aumentato la brand awareness di Fiverr.

La campagna però ha attirato alcune critiche. Oltre alla pubblicità video, Fiverr ha puntato sull’out-of-home advertising a New York e Los Angeles. Le immagini ritraevano freelancer ed erano accompagnate da copy diversi.

La campagna OOH In doers we trust. Fonte: The Drum

Un’immagine in particolare ha attirato maggiormente le critiche. Ritrae una donna con un’espressione stanca e con i capelli spettinati. Questo è il copy d’accompagnamento: Mangi caffè per pranzo. Finisci ciò c’è da finire. La mancanza di sonno è la tua droga preferita. Potresti essere un doer.

Fonte

Un copy che ha suscitato molte critiche perché celebra “l’ammazzarsi di lavoro”, come ha scritto Jia Tolentino in un articolo per il New Yorker. “Nessuno vuole mangiare caffè a pranzo o andare in crisi perché non dorme, né rispondere a una chiamata di un cliente mentre si fa sesso, come consigliato nel video. È difficile sentirsi allegri riguardo al mercato di Fiverr, sfogliando le migliaia di annunci di persone che registrano qualsiasi canzone, realizzano qualsiasi video di buon compleanno o disegnano qualsiasi copertina di libro per cinque dollari”, ha scritto Tolentino.

Di tutt’altro avviso era invece Martin Strutz, che su The Drum ha difeso così la campagna: “Le organizzazioni lean e i percorsi di carriera modernizzati continueranno a spingere il lavoro da freelance in avanti, con i lavoratori indipendenti che diventeranno non l’eccezione, ma la regola. Quindi, facciamo un passo indietro e apprezziamo la promessa della campagna così com’è. Non c’è niente di sbagliato nell’impegno e nella fiducia in se stessi. Il successo si guadagna con l’azione e il futuro del lavoro si reggerà sulle spalle di coloro che sono disposti a sporcarsi le mani e a far accadere le cose. In doers we trust”.

E voi, cosa ne pensate di questa campagna?

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