Milano da bere, com’è nata l’iconica frase che ha segnato un’epoca

Mar 11, 2024 | Blog, Marketing Tips

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Milano da bere: frase iconica che ha simboleggiato un’epoca non solo per la città meneghina, ma anche per le città più grandi d’Italia. Un’espressione che è nata da uno spot pubblicitario diventato celebre, quello dell’Amaro Ramazzotti, che ha incarnato alla perfezione lo Zeitgeist della Milano degli anni Ottanta.

Lo spot di Amaro Ramazzotti

Milano, anni Ottanta. Una città in fermento nel pieno dello sviluppo economico, sociale e finanziario, per certi versi l’età d’oro della città. Proprio lì, nel 1815, fu prodotto per la prima volta l’Amaro Ramazzotti che nel corso degli anni diventò apprezzatissimo dai milanesi e non solo. Il legame tra l’amaro e la città è fortissimo e nel 1987 il brand decide di puntare ancora più del solito sulla sua milanesità con uno spot televisivo.

Sì, Milano. La città dell’Amaro Ramazzotti, l’amaro di chi vive e lavora. L’amaro di una città positiva, ottimista. L’amaro della vita, di una giornata che non è mai finita. Sì, l’Amaro Ramazzotti, che è nato qui 170 anni fa e che ancora oggi porta dovunque questa Milano da vivere, da sognare, da godere. Questa Milano da bere.

In poche frasi e con pochi fotogrammi accelerati riescono a condensare l’immagine e lo stile di vita della Milano di quegli anni, in cui i milanesi si sentivano ed erano percepiti come lavoratori dinamici, all’avanguardia, instancabili, arrivisti e anche un po’ invidiati.

Frasi che funzionano talmente bene che l’espressione Milano da bere, oltre ad entrare negli annali delle migliori pubblicità, entra a tutti gli effetti nella cultura popolare milanese e nazionale, tanto da essere usata anche in altre città come Roma o Torino.

Chi era Marco Mignani

L’inventore di questa geniale espressione è Marco Mignani, uno dei copywriter e creativi più brillanti della pubblicità italiana.

Nato e cresciuto a Milano, Mignani nel corso della sua carriera è stato autore di claim ancora oggi famosissimi. Negli anni Ottanta ha creato campagne celebri come Beltè (Più buono proprio non ce n’è), Dixan (Niente lava meglio), Cioccolato Lindor (Il cioccolato che si scioglie in bocca), Fonzies (Se non ti lecchi le dita godi solo a metà) e tante altre.

Dalla comunicazione pubblicitaria Mignani negli anni Novanta si sposta a quella politica, firmando tra le altre le campagne della Democrazia Cristiana per le elezioni politiche del 1987 (Forza Italia, espressione che poi Silvio Berlusconi utilizza per il suo partito) e per le europee del 1989 (Porta l’Italia al centro dell’Europa). Gli ultimi anni della sua carriera, Mignani cura l’immagine e la comunicazione di Telefono Azzurro e di Vidas, una onlus che si occupa di malati soli e terminali.

Mignani muore nel 2008 per un tumore al colon. I suoi colleghi lo ricordano così: “Marco è l’uomo che ci ha insegnato che le parole hanno un peso. […] Ti insegnava a essere bambino. Ti insegnava che la pubblicità non era solo attirare attenzione, ma suscitare desideri”.

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