I social sono dannosi come le sigarette? Per il capo della salute pubblica USA, sì

Giu 24, 2024 | Blog, Social Trends

Scritto da:

Redazione

Anche i social media, come succede con i pacchetti di sigarette e altri prodotti a base di tabacco, devono avere delle etichette che avvertono gli utenti sul fatto che l’uso dei social potrebbe danneggiare la loro salute mentale, soprattutto quella degli adolescenti.

È questa l’opinione di Vivek Murthy, capo dell’Ufficio per la salute pubblica statunitense (United States Public Health Service Commissioned Corps). Murthy ha descritto la sua proposta in un editoriale per il New York Times, esortando il Congresso ad agire.

Danni “significativi” alla salute mentale dei giovani

“È giunto il momento di richiedere un’etichetta di avvertimento sulle piattaforme di social media, che dichiari che i social media sono associati a danni significativi alla salute mentale degli adolescenti”, ha scritto Murthy.

“Un’etichetta di avvertimento, che richiede un’azione del Congresso, ricorderebbe regolarmente ai genitori e adolescenti che non è stato dimostrato che i social media siano sicuri”.

Il capo della salute pubblica, poi, ha citato uno studio che mostra come un maggiore uso di piattaforme social sia associato ad un rischio più alto di ansia e depressione. Secondo un altro sondaggio, quasi la metà degli adolescenti intervistati, i social media li fanno “sentire peggio con il loro corpo”.

Le etichette risolverebbero il problema?

Ma apporre delle etichette che segnalano i potenziali rischi dei social potrebbe risolvere davvero il problema?

Certo che no, ma sarebbero di grande aiuto ai genitori, scuole, medici e tutti gli altri soggetti coinvolti che hanno a che fare con bambini ed adolescenti perché fornirebbero più informazioni, spiega Murthy.

“Non c’è nessuna cintura di sicurezza che i genitori devono allacciare, nessun casco da mettere, nessuna garanzia che esperti fidati abbiano studiato e assicurato che queste piattaforme sono sicure per i nostri figli. Ci sono solo i genitori e i loro figli, che cercano di capirlo da soli, contrapposti ad alcuni dei migliori product engineer e delle aziende con più risorse al mondo”.

Anche se Murthy riuscisse a convincere il Congresso americano ad apporre le etichette, potrebbero volerci parecchi anni. Negli ultimi anni i legislatori americani hanno tenuto diverse udienze riguardanti la sicurezza online dei minori e stanno elaborando alcune proposte di legge.

Ad ogni modo ciò che è certo è che le etichette di avvertimento sarebbero sicuramente contestate in tribunale dalle aziende tech, così come sta succedendo nel caso di TikTok.

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