Le usiamo tutti giorni senza mai fermarci e riflettere, ma le icone che abitano nei nostri computer sono simboli di oggetti che ormai non fanno più parte della vita quotidiana. Nessuno usa più i floppy disk, le cornette dei telefoni fissi sopravvivono solo nei film, le buste di carta sono una rarità ed è raro trovare dei cestini di metallo da scrivania.
Eppure le icone restano, identiche a se stesse, e capiamo perfettamente cosa indicano. E sono stati fatti più volte esperimenti per vedere se icone alternative avrebbero funzionato lo stesso, ma si è sempre dovuto fare marcia indietro. Ormai le icone sono così consolidate nella mente degli utenti che cambiarle creerebbe solo confusione.
Ma come sono nate le icone principali che conosciamo tutti? Oggi ripercorriamo le loro origini.
Indice
- Floppy disk: il salvataggio di altri tempi
- La cornetta arrotondata: il telefono del passato
- La busta chiusa: l’email analogica
- Il cestino di metallo: eliminare fisicamente
- La lente d’ingrandimento: cercare le informazioni
- La cartella di cartoncino per organizzare i file
- Progetta icone che funzionano con Digital School
Floppy disk: il salvataggio di altri tempi
Il floppy disk nacque nel 1971 da IBM ed era l’unico supporto portatile di archiviazione che permetteva di salvare un documento che la maggior parte degli utenti conosceva, e negli anni Ottanta iniziò ad essere usato come simbolo del salvataggio di un file. L’icona nasce quindi come rappresentazione di un’azione fisica concreta, immediatamente riconoscibile a qualunque utente.

Oggi i floppy disk non sono più usati, tuttavia l’icona è sopravvissuta ai mutamenti tecnologici, dalla nascita degli hard disk ai CD alle USB al cloud, e da rappresentazione di un oggetto fisico si è trasformata in un concetto, quello appunto del salvataggio.
La cornetta arrotondata: il telefono del passato
La cornetta arrotondata è un simbolo particolare perché quando è stata scelta come il simbolo per rappresentare una chiamata, il telefono fisso con quella forma era già obsoleto. La sua forma tondeggiante con un’estremità per l’orecchio e l’altra per la bocca appartiene ai telefono degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma quando sono arrivati i primi telefoni cellulari sul mercato, gli ingegneri e i progettisti hanno deciso di adottare lo stesso approccio anacronistico dei software per desktop, optando per l’icona della cornetta.

Oggi i telefoni fissi sono sempre più rari, quei pochi che rimangono non assomigliano all’icona, ed è inutile dire che i cellulari moderni o gli smartphone siano lontani anni luce da questa forma. Tuttavia, ogni sistema operativo mobile, ogni applicazione di messaggistica o interfaccia di videochat usa la stessa icona per indicare l’azione di chiamare.
La busta chiusa: l’email analogica
Oltre ad essere l’anno di nascita del floppy disk, il 1971 è anche l’anno in cui Ray Tomlinson inviò la prima email della storia, ma ci vollero altri vent’anni prima che i messaggi di posta elettronica ottenessero un’icona che li rappresentasse. Negli anni Novanta, con la diffusione massiva di Internet e delle email, era necessario rappresentare questa azione e la scelta della busta di carta era la più logica: le email nascono esplicitamente come la versione digitale della lettera fisica, e la busta è il contenitore universale per spedire le comunicazioni scritte da secoli.

Nonostante oggi le email siano molto diverse dalle lettere fisiche (si ricevono istantaneamente, possono contenere diversi tipi di file ecc.), l’associazione con la busta è universale e consolidata.
Il cestino di metallo: eliminare fisicamente
Questa è una delle prime icone più antiche e meglio riuscite della storia dell’interfaccia grafica. Disegnata nel 1984 per il Machintosh da Susan Kare, è ispirata direttamente dai cestini di metallo che si trovavano sulle scrivanie degli uffici americani dell’epoca, e fu scelto perché era un simbolo universale dell’atto di disfarsi di qualcosa.

Negli anni il cestino ha subito alcune trasformazioni, diventando più pulito e prima tridimensionale poi di nuovo piatto seguendo la tendenza del flat design, ma la forma di base è rimasta sempre quella. Esistono anche delle varianti tra i sistemi operativi, per esempio su Windows il cestino si riempie quando contiene dei file, ma nessuno ha mai abbandonato la metafora del contenitore fisico.
La lente d’ingrandimento: cercare le informazioni
Questa è una delle icone probabilmente più usata in assoluto su qualsiasi sistema operativo e su ogni dispositivo: la lente d’ingrandimento per rappresentare la ricerca. L’icona compare già alla fine degli anni Settanta ed è ispirata dal genere del giallo e del poliziesco, con i detective che esaminano o cercano gli indizi con una lente d’ingrandimento.

L’associazione è talmente potente che tutti la usano: la si usa per cercare su Google, per trovare un file, per cercare un’informazione dentro un’app o per trovare un account sui social. Tutti usano una variante della stessa forma: un cerchio con un manico inclinato verso il basso, una convenzione ormai universale.
La cartella di cartoncino per organizzare i file
Negli anni Settanta la Xerox PARC sviluppò per prima l’interfaccia grafica (che successivamente ispirerà Apple e Microsoft) con gli elementi visivi che tutti noi conosciamo, tra cui le icone. A guidare le scelte degli sviluppatori c’era la volontà di rappresentare l’ambiente del computer come se fosse una vera e propria scrivania da ufficio con tutti gli oggetti che la popolavano, tra cui le cartelle di cartoncino in cui si organizzavano fisicamente i documenti.

Il sistema di organizzazione dei file in cui le cartelle possono contenere a loro volta altre cartelle, come in un archivio fisico, è diventato talmente naturale che la maggior parte degli utenti non si è mai fermata a chiedersi perché i documenti siano contenuti in un rettangolino giallo. A testimonianza del fatto che la metafora ha funzionato così bene da diventare invisibile, il massimo risultato che un sistema di design possa raggiungere.
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