Il nuovo Core Update e le Spam Policies di Google mirano a filtrare contenuti spam per premiare quelli utili e originali

Mar 22, 2024 | Blog, Tecnologia

Scritto da:

Avatar photo

Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Forse alcuni di voi si sono accorti che ultimamente la SERP di Google presenta sempre più spesso contenuti di qualità discutibile. Nella maggior parte dei casi, questi contenuti (e i siti stessi) sono generati dall’Intelligenza Artificiale, riempiendo i risultati di spam.

Ora Google ha trovato la soluzione con il nuovo Core Update March 2024 che aggiorna l’algoritmo che governa Search e lancia anche le nuove policy che regolamentano i contenuti spam.

Indice

March 2024 Core Update: l’aggiornamento per penalizzare i contenuti di bassa qualità

“Il Core Update del marzo 2024 è un aggiornamento più complesso rispetto ai nostri soliti core update perché comporta modifiche a più sistemi di classificazione. Inoltre, segna un’evoluzione nel modo in cui identifichiamo l’utilità dei contenuti”, spiega sul Developers blog di Google Chris Nelson.  

“Per i creatori che hanno creato contenuti soddisfacenti per le persone non c’è nulla di nuovo o di speciale da fare”, continua Nelson.

In sostanza grazie all’aggiornamento dell’algoritmo di ricerca, Google sarà in grado di distinguere le pagine web ritenute utili, se presentano una user experience soddisfacente o se sono create appositamente per comparire tra le prime posizioni dei motori di ricerca invece di essere create per rispondere alle query degli utenti.

Spam Update: le nuove policy

Altra novità molto importante riguarda i contenuti spam e le spam policy di Google. L’azienda ha annunciato tre nuove policy antispam che sono cresciute molto negli ultimi mesi: abuso di domini scaduti, abuso di contenuti prodotti su larga scala e abuso della reputazione di siti autorevoli.

I siti che violano le nostre politiche sullo spam possono essere classificati più in basso nei risultati o non comparire affatto nei risultati. Se sono stati colpiti da un’azione manuale di spam, i proprietari dei siti riceveranno una notifica attraverso il loro account registrato di Search Console e potranno chiedere che l’azione venga riconsiderata”, avvisa Nelson.

Abuso di domini scaduti

Una delle pratiche SEO più comuni e fortemente negative che consiste nell’acquisto di domini scaduti appartenenti a settore “positivi” o autorevoli (per esempio un dominio governativo o legato a un ospedale), che poi reindirizzano ad un altro sito di qualità inferiore o che viene riempito di contenuti di scarsa qualità, il tutto con l’obiettivo di approfittare dell’autorevolezza e del trust del dominio originale nella speranza di ottenere successo SEO.

Con le nuove policy, Google penalizzerà fortemente questa pratica facendo perdere posizionamento.

Abuso di contenuti prodotti su larga scala

Per contenuti prodotti su larga scala, Google intende la creazione di “grandi quantità di contenuti non originali che forniscono poco o nessun valore agli utenti, indipendentemente dal modo in cui sono creati”.

Big G dunque non è contrario all’utilizzo di IA generativa, ma quando questa viene utilizzata eccessivamente per produrre pagine il cui unico scopo è manipolare i Search rankings allora viene condannata.

Abuso della reputazione di siti autorevoli

Questo tipo di abuso “si verifica quando vengono pubblicate pagine di terze parti con poca o nessuna supervisione o coinvolgimento di prima parte, con scopo di manipolare i Search rankings sfruttando i segnali di ranking del sito di prima parte.”

In pratica bisogna stare attenti alle attività di backlink, che devono essere di qualità e utili per gli utenti. Attenzione: Google avverte che i gestori dei siti avranno tempo fino al 5 maggio per adeguarsi a questa nuova spam policy, altrimenti si sarà penalizzati.

In questa pagina Google ha elencato alcuni esempi che illustrano bene cosa è ritenuto o meno abuso della reputazione del sito.

Prodotti consigliati

Corso di Formazione

Diventa un esperto di Seo Specialist inizia la tua carriera da Copywriter

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo

In collaborazione con