Primo aprile 1976: non era un pesce d’aprile, ma il giorno in cui tre ragazzi della Silicon Valley, Steve Jobs, Steve Wozniak e Ron Wayne, hanno cambiato la tecnologia e il mondo da un piccolo garage. In quella data Apple è nata, diventando la prima azienda della storia a superare i tremila miliardi di dollari di capitalizzazione, con oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi nel mondo.
Nei suoi cinquant’anni di esistenza Apple ha attraversato diverse fasi, alcune di successo assoluto, altre di crisi profonda e rinascita. Oggi per il suo compleanno ne ripercorriamo la storia.
Indice
- La nascita di un’icona
- Dai primi prodotti alla rivoluzione Macintosh
- La crisi, l’esilio di Jobs e il suo ritorno
- L’iPhone e l’era degli smartphone
- L’era post-Jobs e Apple oggi
La nascita di un’icona
Era il primo aprile 1976 quando i tre fondatori Steve Jobs, Steve Wozniak e Ron Wayne fondarono in un garage di Los Altos in California Apple con l’obiettivo di portare la potenza dei computer nelle mani delle persone comuni. Il nome nacque da Jobs, che l’anno precedente aveva lavorato in un frutteto, mentre il logo fu sviluppato dal graphic designer Rob Janoff.

Tra i tre, Wozniak era il genio dell’ingegneria, il carismatico Jobs quello della vendita e marketing. Wayne avrebbe dovuto svolgere il ruolo di “arbitro” nelle dispute tra Jobs e Wozniak, e gli fu assegnato il 10% delle quote. Spaventato però dall’atteggiamento imprenditoriale e aggressivo di Jobs, Wayne decise di vendere la sua partecipazione dopo solo 12 giorni dalla fondazione per 800 dollari, quota che oggi varrebbe centinaia di miliardi di dollari.
Dai primi prodotti alla rivoluzione Macintosh
Il primo prodotto Apple fu l’Apple I, sostanzialmente una scheda madre senza monitor, tastiera o scocca. Insomma, un kit per hobbisti già esperti di informativa. Il primo colpo di genio commerciale arrivò sotto impulso di Jobs nell’aprile del 1977 con l’Apple II: un computer finito, pronto all’uso non appena tolto dalla scatola, con una scocca integrata, tastiera incorporata e grafica a colori. Una novità assoluta per l’epoca.
L’Apple II fu il primo computer di massa e aprì l’era del personal computer alla portata di tutti, vendendo milioni di unità nel corso degli anni Ottanta, con una quotazione in Borsa che generò una ricchezza impressionante e creò il maggior numero di nuovi milionari per una singola azienda nella storia americana fino ad allora.
Ma la vera rivoluzione culturale arrivò il 24 gennaio 1984 con il lancio del Macintosh 128K. A decretarne il successo epocale fu lo spot, entrato negli annali come una delle pubblicità più importanti della storia della comunicazione. Diretto da Ridley Scott e trasmesso durante il Super Bowl, in 60 secondi trasformò il Macintosh da semplice computer al primo personal computer di successo di massa.
La crisi, l’esilio di Jobs e il suo ritorno
Ma il successo del Macintosh nascondeva crepe profonde. Prezzi alti, pochi software disponibili e soprattutto le guerre intestine tra i vertici aziendali fecero sprofondare Apple in una delle peggiori crisi della sua storia. Nel 1985, dopo uno scontro feroce con il CEO John Sculley (che Jobs stesso volle in Apple), Jobs venne estromesso dall’azienda, mentre Wozniak se ne era già andato amichevolmente l’anno prima.
Senza i due fondatori originali, Apple perse la propria identità, e negli anni Novanta subì pesantemente la concorrenza dei PC Windows, investì in prodotti di scarso successo commerciale come le fotocamere QuickTake, lettori CD portatili e altoparlanti, e le quote di mercato di Apple si ridussero drasticamente.
Così nel 1997, a poche settimane dalla bancarotta, Apple decise di richiamare a sé Steve Jobs, che si mise subito al lavoro, eliminando i prodotti meno redditizi, riorganizzando l’azienda e puntando tutto su due concetti chiave: innovazione e design.
L’approccio di Jobs si tradusse in due lanci fondamentali, con l’approdo nel 1998 dell’iMac, che con il suo design colorato e trasparente ridefinì l’estetica dei computer, e nel 2001 con l’arrivo dell’iPod, che con lo slogan 1000 canzoni in tasca e con l’iTunes Store rivoluzionò l’industria discografica.
Due prodotti che contribuirono enormemente a risollevare economicamente l’azienda, saldando la posizione di Apple sul mercato e rilanciando l’immagine dell’azienda.
L’iPhone e l’era degli smartphone
Il 9 gennaio 2007 è un’altra data fondamentale per Apple. Sul palco del Macworld Expo, Steve Jobs lanciò l’iPhone, il primo device a racchiudere in sé tre prodotti: un iPod con schermo touch, un telefono cellulare e un dispositivo per navigare su Internet. In un colpo solo Apple aveva definito il concetto di smartphone come lo conosciamo oggi, eliminando la tastiera fisica a favore di un touchscreen e l’interfaccia multi-touch moderna.
Il discorso di lancio dell’iPhone è entrato nella storia anche per una frase profetica pronunciata da Jobs: “Ogni tanto arriva un prodotto rivoluzionario che cambia tutto”.
Da allora, l’iPhone è il cuore pulsante di Apple, conquistando milioni di consumatori fedelissimi al brand.
L’era post-Jobs e Apple oggi
Steve Jobs morì il 5 ottobre 2011, e in molti si chiesero se, senza il suo fondatore, Apple potesse sopravvivere. A dare la risposta è stato Tim Cook, che da quando ha preso le redini dell’azienda, ha trasformato Apple in un’azienda hardware a piattaforma di servizi mondiale: Apple Music, iCloud, Apple TV+, Apple Pay, App Store, generando miliardi di dollari l’anno di ricavi ricorrenti.
Oggi, a cinquant’anni dalla sua nascita, Apple vale circa 3.600 miliardi di dollari e continua ad investire e innovare, soprattutto in Intelligenza Artificiale. Come ha scritto Cook nella sua lettera per celebrare il traguardo:
“Cinquant’anni fa, una grande idea prese forma in un piccolo garage. Apple è stata fondata sulla base di un concetto semplice quanto radicale per quel periodo: la tecnologia deve essere qualcosa di personale. Un concetto che ha cambiato tutto. […] Se c’è qualcosa che abbiamo imparato da voi è che le persone folli abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che alla fine ci riescono.
A chi è folle.
A chi non si conforma.
A chi si ribella.
A chi crea problemi.
A chi è un pesce fuor d’acqua.
A chi vede le cose in modo diverso.
A voi.”


