Un rebranding fatto bene può cambiare le sorti di un brand, in positivo e negativo. Può rafforzare il marchio, può farlo distinguere dai suoi competitor in un mercato saturo, può anche fidelizzare i clienti. Ma quando fallisce può avere effetti disastrosi sia in termini di reputazione che di vendite.
Negli Stati Uniti il caso più eclatante di quest’anno ha avuto luogo alla fine di agosto quando la catena di ristoranti Cracker Barrel ha sostituito il suo amato logo “Old Timer” per uno piatto, insipido e senza personalità. La reazione del pubblico (presidente Trump compreso) e del mercato è stata tale che l’azienda è tornata nel giro di pochi giorni al vecchio logo.
La saga di Jaguar è continuata nel 2025: dopo il rebranding radicale del novembre del 2024 caratterizzato da slogan astratti, design “audaci” e un video in cui non compariva neanche un’auto. Le conseguenze sono state a dir poco disastrose: ad aprile 2025 in Europa il brand di auto di lusso ha registrato un crollo delle vendite del 95%.
Ma nel 2025 non ci sono stati solo rebranding disastrosi: oggi ve ne presentiamo alcuni che hanno avuto successo e che sono passati in sordina.
Amazon
Fino al maggio scorso, il colosso dell’e-commerce non aveva un’identità visiva unificata e coerente a livello globale. Il rebranding è stato affidato all’agenzia Koto, che ha dovuto armonizzare le decine di brand dei settori più disparati accumulate negli anni.

L’agenzia ha rinnovato il logo di Amazon, che ora ha un sorriso più profondo ed enfatico, ha creato due nuovi caratteri tipografici personalizzati (Amazon Logo Sans per tutti i sub-brand, e Ember Modern per l’e-reader Kindle).
La palette cromatica è stata rinnovata, con una standardizzazione dell’arancione e l’introduzione di colori distintivi per ogni brand, ed è stata introdotto un nuovo sistema iconografico. Il tutto studiato per garantire coerenza, scalabilità ed adattabilità su ogni piattaforma.
Tripadvisor
Anche Tripadvisor si è affidato a Koto per il suo rebranding, nato dall’esigenza di far distinguere il brand nel mercato affollatissimo delle piattaforme di prenotazione e comparatore prezzi. Il progetto ha puntato su una delle caratteristiche che rende Tripadvisor unico: la sua community mondiale di viaggiatori e le loro recensioni reali ed affidabili.
Dal punto di vista dell’identità visiva, l’agenzia ha messo al centro i contenuti generati dagli utenti, “incorniciati” da asset distintivi, nelle recensioni ha mantenuto i pallini invece delle stelle, mentre il verde Trip Green è stato reso ancora più brillante e vibrante per aumentare la visibilità ed energia del brand. Anche la sua mascotte, il gufo Ollie, non è più circondata da un cerchio ma viene animata in modo che i suoi occhi seguano i contenuti dei viaggiatori.

Sono state modificate anche l’interfaccia e la comunicazione, che mettono in primo piano immagini non filtrate, citazioni memorabili dalle recensioni e un tone of voice caldo e accessibile. Insomma, un nuovo look audace ma radicato nella storia del brand.
Eventbrite
Il rebranding di Eventbrite è stato affidato allo studio Buck per trasformare il marchio da semplice piattaforma per biglietti a spazio inclusivo per scoprire e organizzare eventi ed esperienze live per combattere la dilagante solitudine post-pandemia. La decisione di puntare soprattutto sulle esperienze fisiche è riflessa anche nella nuova missione: “Bring people together through live experiences”.

Il nuovo logo cattura la dinamicità degli eventi, con tre parti interconnesse che si spostano ritmicamente, mentre la palette di colori punta sull’arancione e il giallo con tinte “highlighter” vivaci e adattabili a qualsiasi momento della giornata. Il tono di voce è ottimista, audace, eccentrico, empatico e scalabile, permettendo espressioni variabili a seconda del contesto.
Il 2025 ha visto il rebranding di uno dei loghi più iconici della storia: stiamo parlando della Big G di Google. La G ora ha una sfumatura graduale tra i suoi colori più distintivi (rosso, giallo, verde e blu) invece di avere i bordi netti.

Il gradiente tra i colori sembra ispirarsi al design scelto per altri prodotti di Google, in particolare quelli legati alla Artificial Intelligence Gemini dove le sfumature sono i tratti grafici distintivi.
Apple TV
Ultimo ma non per importanza è Apple TV, ex Apple TV+. Primo passo del rebranding svolto in collaborazione con TBWA\Media Arts Lab è stato eliminare il “+” dal nome per semplificarlo, ed è stato introdotto un logo sonoro creato dal produttore di Billy Eilish, Finneas, e un’identità visiva di cinque secondi caratterizzata da giochi di luci creati da pannelli di vetro, luci colorate e riflessi per far emergere il logo attraverso strati di colore e movimento.
Il progetto ha posizionato Apple TV come la piattaforma dove trovare contenuti di prestigio grazie anche alla firma visiva e audio inconfondibile che compare ogni volta che si apre l’app o tra un episodio e un altro.


