Le griglie nel graphic design: cosa sono, perché servono e come impostarle in modo efficace

Apr 24, 2026 | Blog, Design Tips

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Hai appena finito un progetto grafico, il font è quello giusto, i colori stanno bene, il testo e le immagini sono coerenti ma… non funziona. Gli elementi sembrano galleggiare nello vuoto, gli spazi bianchi sono incoerenti, la gerarchia visiva non è chiara. Tutti gli elementi ci sono, ma il progetto non comunica.

Cosa c’è che non va? Il problema in questo caso non è estetico, ma strutturale: manca la griglia. Capire che cos’è, perché serve e imparare ad evitare gli errori più comuni è una competenza fondamentale per qualunque graphic designer.

Indice

Che cosa sono le griglie nel graphic design

Nel graphic design le griglie sono un sistema di riferimento invisibile composto da righe, colonne, margini e spazi che definiscono dove possono essere posizionati gli elementi di un layout (quindi le immagini, i testi, colori ecc.) in modo proporzionato ed armonico. In altre parole, la griglia serve a stabilire le regole dello spazio ancora prima che vengano inseriti i contenuti.

Non esiste un solo tipo di griglia. Nel digital graphic design, ad esempio, le più comuni sono le griglie a colonna. Sono strutture verticali tipiche del layout web e delle interfacce mobile, solitamente basate su 12 colonne per la loro flessibilità ed adattabilità nella composizione.

Esempio griglia a 12 colonne

Ci sono poi le griglie modulari, che suddividono lo spazio in unità verticali e orizzontali, usatissime per gallerie e interfacce con molti contenuti.

esempio di griglia modulare

E ancora, ci sono le griglie gerarchiche costruite attorno alla struttura dell’informazione piuttosto che su moduli fissi, comunemente usate quando si ha a che fare con contenuti complessi come i magazine digitali o nelle dashboard.

Esempio di griglia gerarchica

Perché le griglie sono fondamentali nel graphic design

Le griglie sono fondamentali nel graphic design perché rendono il layout immediatamente leggibile, coerente e chiaro.

Quando viene seguita una griglia, l’occhio di chi osserva viene guidato chiaramente, sa dove guardare prima e cosa seguire dopo. Gli spazi hanno senso e sono coerenti, i margini sono proporzionati in tutte le pagine e tra tutti gli elementi, eliminando la sensazione di casualità che compromette la qualità del progetto. In più, il progetto trasmette un senso di intenzionalità: l’utente percepisce che dietro la disposizione di ogni elemento c’è uno studio serio.

Se non si usano le griglie, anche chi non si intende di graphic design percepisce una sensazione di instabilità, approssimazione, e mancanza di cura.

La griglia, inoltre, è uno strumento di governance visiva. Quando si lavora in team o su progetti complessi, la griglia permette di scalare il design su diversi formati (mobile, desktop, tablet) mantenendo una coerenza proporzionale tra gli elementi che si adattano insieme.

Come impostare una griglia in modo efficace

Il primo passo da fare quando si deve impostare una griglia è analizzare il contenuto che si deve impaginare.

Quanti contenuti devono essere inseriti? Di che tipo di contenuto si tratta? Ci sono elementi fissi (come barre di navigazione o sidebar)? Qual è la gerarchia visiva? Chi è il protagonista del progetto, il testo o le immagini? Queste domande sono fondamentali perché le griglie cambiano enormemente se si devono creare landing page o se si sta lavorando invece su un’interfaccia ricca di testi, fotografie e widget interattivi.

Una volta stabilito ciò si passa alla definizione della griglia: si definiscono i margini laterali, il numero di colonne, la larghezza dei gutter (cioè gli spazi tra le colonne), e infine l’ultimo passo è disporre gli elementi. In software come Figma, Adobe o InDesign questo processo avviene nelle impostazioni di layout prima ancora di aprire un layer, a dimostrazione del fatto che le griglie sono le fondamenta di un progetto.

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