Digital Markets Act, dopo l’entrata in vigore ecco cosa cambia per le Big Tech

Mar 8, 2024 | Blog, Tecnologia

Scritto da:

Avatar photo

Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Ne abbiamo parlato molto spesso (qui, qui, qui e qui), ora finalmente è entrato in vigore. Il Digital Markets Act (DMA) da ieri è partito a tutti gli effetti ed inizierà ad applicare la nuova legge che prevede una serie di obblighi e divieti.

Il DMA in particolare è ai cosiddetti gatekeeper che tra gli altri comprende Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Meta, ByteDance (TikTok) e Amazon. Vediamo nel dettaglio come queste Big Tech hanno modificato i loro servizi per rientrare nel DMA e, soprattutto, per evitare le sanzioni salatissime previste dalla nuova legge.

Alphabet

La casa madre di Google è quella che ha dovuto apportare più cambiamenti vista la mole di servizi che offre e che sono coinvolti nel DMA: Android, Chrome, Google Search, Play Store, Maps, Shopping, YouTube ed Ads.

Le modifiche principali sono:

  • Nuove schermate di scelta per selezionare il browser predefinito sui dispositivi Android e una per scegliere il motore di ricerca predefinito
  • Un numero maggiore di link a siti concorrenti quando si fanno ricerca su Google per ricerche legate a voli e hotel, compreso uno spazio dedicato ai siti di comparazione. Google rimuoverà anche alcuni dei suoi widget come il box di Google Flights
  • Opt-out per la condivisione di alcuni dati fra le piattaforme YouTube, Search, servizi pubblicitari, Google Play, Chrome, Google Shopping e Google Maps
  • Possibilità per gli sviluppatori di usare un metodo di pagamento di terze parti

Amazon

I servizi che sono toccati dal DMA sono sia il suo negozio online che il marketplace, cioè l’area in cui Amazon fa da intermediario tra i clienti e venditori di terze parti. In teoria, Amazon deve chiedere agli utenti il consenso per usare le loro informazioni personali a scopo pubblicitario, e nel marketplace non può favorire i suoi prodotti né sfruttare i dati degli utenti per ostacolare la concorrenza. Tuttavia non sono ancora stati notati cambiamenti.

Apple

L’azienda di Cupertino ha diffuso un aggiornamento del sistema operativo studiato appositamente per rispettare il DMA, l’aggiornamento 17.4 di iOS. Da sempre Apple ha privilegiato i suoi servizi rispetto a quelli di sviluppatori terzi, ma con il DMA e con il conseguente aggiornamento le cose cambiano.

Ora Apple ha introdotto la possibilità di installare app di terze parti provenienti da altri app store, impostare come predefinito un browser che non sia Safari e utilizzare sistemi alternativi di pagamento rispetto a quello natio Apple Pay.

ByteDance

La società proprietaria di TikTok ha annunciato che rispetterà il DMA (nonostante abbia presentato ricorso assieme a Meta il novembre scorso). Il social permetterà la portabilità dei dati da TikTok su altri servizi, mentre gli sviluppatori potranno portare post e follower da TikTok alle loro app con il consenso degli utenti.

Meta

Come Alphabet, anche Meta controlla diverse piattaforme e servizi: Facebook Marketplace, Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Meta Ads.

Negli ultimi mesi, l’azienda ha introdotto più opzioni per gli utenti europei per ridurre i tracciamenti. Tuttavia una di queste opzioni è acquistare un abbonamento per non vedere più pubblicità su Facebook e Instagram, una scelta molto contestata dai consumatori che hanno già avviato una causa legale contro di essa.

Per quanto riguarda l’interoperabilità tra servizi diversi, Meta ha dichiarato che sta lavorando per rendere possibile l’interscambio di messaggi tra app diverse ma non ci sono ancora dettagli.

Microsoft

I servizi toccati dal DMA sono il sistema operativo Windows e il social network LinkedIn ma le principali novità riguardano Windows. Qui gli utenti potranno disinstallare diverse app tra cui Cortana, Edge e Foto. Il motore di ricerca Bing potrà essere disattivato e l’interoperabilità verrà estesa anche ai widget.  

Prodotti consigliati

Corso di Formazione

Diventa un esperto di Seo Specialist inizia la tua carriera da Copywriter

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo

In collaborazione con