Amazon non ha bisogno di introduzioni: il colosso mondiale dell’e-commerce è noto a chiunque, anche da chi non fa acquisti online. Tuttavia, fino a poco tempo fa Amazon aveva un problema: un’identità visiva poco coerente e non unificata a livello globale. Loghi, stili e grafiche erano simili ma uno diverso dall’altro, creando una sensazione di disordine.
Dopo più di vent’anni, Amazon quindi ha deciso di rifarsi i connotati, affidandosi allo studio internazionale Koto per rinnovare la sua visual identity in modo strategico su scala globale.
Il compito di Koto
Il compito di Koto non è stato per niente semplice. Negli anni, Amazon ha accumulato decine di sub-brand di settori diversi come e-commerce, salute, streaming e logistico, ognuno (o quasi) con loghi e stili diversi, generando una percezione di brand frammentato dal punto di vista dell’identità visiva.
La sfida di Koto, dunque, è stata di armonizzare tutti questi sub-brand. Come? Creando un sistema modulare e coerente, in grado di adattarsi non solo ai brand stessi, ma anche ad ogni touchpoint, dalla confezione dei pacchi alle interfacce digitali ai loghi.
E dopo 18 mesi di lavoro, 15 mercati internazionali coinvolti e oltre 50 sub-brand, Koto ha presentato la nuova identità visiva di Amazon.
Il nuovo logo di Amazon
Il primo passo di Koto è stato il rinnovamento del celebre logo. Il sorriso di Amazon che conosciamo tutti, con la sua freccia che collega la A alla Z – a indicare come l’azienda venda di tutto, appunto, dalla A alla Z – è stato modificato.
L’accento, ora, è posto sul sorriso “più profondo ed enfatico, che riflette la missione di Amazon di deliziare i clienti e semplificare le loro vite”, si legge sul sito di Koto. Ed è il sorriso che accoglierà sempre i clienti dell’azienda, sia che ricevano un pacco il giorno successivo o che guardino serie tv su Prime Video.

La tipografia
Sono stati introdotti poi due nuovi caratteri tipografici personalizzati per distinguersi maggiormente dai competitor.
Il primo, Amazon Logo Sans, è basato sulle lettere del nuovo logo ed è stato progettato per garantire coerenza e scalabilità in tutti i sub-brand. Ember Modern, invece, è l’evoluzione del font sviluppato per l’e-reader Kindle, e supporta oltre 360 lingue diverse, 7 pesi diversi, adattandosi sia a titoli di grande impatto che a testi più lunghi.

Palette cromatica e icone
In un restyling non poteva mancare una nuova palette cromatica. Ora Amazon può contare su una standardizzazione dell’arancione con il suo Smile Orange, e con l’introduzione di colori distintivi per ogni sub-brand.


Anche le icone sono state aggiornate con un nuovo sistema iconografico che garantisce coerenza e adattabilità su ogni piattaforma, dalle app mobili ai siti web alla cartellonistica pubblicitaria.

Cosa imparare dal restyling di Amazon
Il rebranding di Amazon dimostra come per qualsiasi azienda, da quelle più piccole fino ai colossi multinazionali, è fondamentale avere un’identità visiva coerente e modulare perché non si tratta solo di coerenza grafica, ma anche di identità e strategia. Questa armonia applicabile su tutti i touchpoint visivi, infatti, rafforza immediatamente la riconoscibilità e l’autorevolezza del brand.
Dettagli come font proprietari e palette cromatiche flessibili mostra come oggi la personalizzazione e la scalabilità sia fondamentale per le aziende che intendono distinguersi, adattarsi e conquistare mercati diversi in tutto il mondo. E il design, in questo senso, è una delle chiavi di volta per sfondare in ogni frangente.
Per approfondire
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