Il restyling di Amazon: cosa imparare dalla sua nuova identità visiva

Mag 12, 2025 | Blog, Design Tips

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Margherita Ferrera

Web editor & Seo Copywriter

Amazon non ha bisogno di introduzioni: il colosso mondiale dell’e-commerce è noto a chiunque, anche da chi non fa acquisti online. Tuttavia, fino a poco tempo fa Amazon aveva un problema: un’identità visiva poco coerente e non unificata a livello globale. Loghi, stili e grafiche erano simili ma uno diverso dall’altro, creando una sensazione di disordine.

Dopo più di vent’anni, Amazon quindi ha deciso di rifarsi i connotati, affidandosi allo studio internazionale Koto per rinnovare la sua visual identity in modo strategico su scala globale.

Il compito di Koto

Il compito di Koto non è stato per niente semplice. Negli anni, Amazon ha accumulato decine di sub-brand di settori diversi come e-commerce, salute, streaming e logistico, ognuno (o quasi) con loghi e stili diversi, generando una percezione di brand frammentato dal punto di vista dell’identità visiva.

La sfida di Koto, dunque, è stata di armonizzare tutti questi sub-brand. Come? Creando un sistema modulare e coerente, in grado di adattarsi non solo ai brand stessi, ma anche ad ogni touchpoint, dalla confezione dei pacchi alle interfacce digitali ai loghi.

E dopo 18 mesi di lavoro, 15 mercati internazionali coinvolti e oltre 50 sub-brand, Koto ha presentato la nuova identità visiva di Amazon.

Il nuovo logo di Amazon

Il primo passo di Koto è stato il rinnovamento del celebre logo. Il sorriso di Amazon che conosciamo tutti, con la sua freccia che collega la A alla Z – a indicare come l’azienda venda di tutto, appunto, dalla A alla Z – è stato modificato.

L’accento, ora, è posto sul sorriso “più profondo ed enfatico, che riflette la missione di Amazon di deliziare i clienti e semplificare le loro vite”, si legge sul sito di Koto. Ed è il sorriso che accoglierà sempre i clienti dell’azienda, sia che ricevano un pacco il giorno successivo o che guardino serie tv su Prime Video.

Fonte: Koto

La tipografia

Sono stati introdotti poi due nuovi caratteri tipografici personalizzati per distinguersi maggiormente dai competitor.

Il primo, Amazon Logo Sans, è basato sulle lettere del nuovo logo ed è stato progettato per garantire coerenza e scalabilità in tutti i sub-brand. Ember Modern, invece, è l’evoluzione del font sviluppato per l’e-reader Kindle, e supporta oltre 360 lingue diverse, 7 pesi diversi, adattandosi sia a titoli di grande impatto che a testi più lunghi.

Fonte: Koto

Palette cromatica e icone

In un restyling non poteva mancare una nuova palette cromatica. Ora Amazon può contare su una standardizzazione dell’arancione con il suo Smile Orange, e con l’introduzione di colori distintivi per ogni sub-brand.

Anche le icone sono state aggiornate con un nuovo sistema iconografico che garantisce coerenza e adattabilità su ogni piattaforma, dalle app mobili ai siti web alla cartellonistica pubblicitaria.

Fonte: Koto

Cosa imparare dal restyling di Amazon

Il rebranding di Amazon dimostra come per qualsiasi azienda, da quelle più piccole fino ai colossi multinazionali, è fondamentale avere un’identità visiva coerente e modulare perché non si tratta solo di coerenza grafica, ma anche di identità e strategia. Questa armonia applicabile su tutti i touchpoint visivi, infatti, rafforza immediatamente la riconoscibilità e l’autorevolezza del brand.

Dettagli come font proprietari e palette cromatiche flessibili mostra come oggi la personalizzazione e la scalabilità sia fondamentale per le aziende che intendono distinguersi, adattarsi e conquistare mercati diversi in tutto il mondo. E il design, in questo senso, è una delle chiavi di volta per sfondare in ogni frangente.

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